Biblioteca

 

La biblioteca del Liceo Buonarroti è in comune con l'Istituto "Santoni" ; costituita, con il supporto della provincia, più di venti anni fa, si è man mano arricchita fino a 15.000 volumi grazie agli acquisti delle due scuole, alle donazioni e anche ai lasciti di insegnanti e di ex-allievi.

Il luogo è attraente e pensato per indurre i molti frequentatori a fermarsi: è attrezzato con dei tavoli, è aperto tutta la mattina e uno o due pomeriggi alla settimana. Gli studenti delle due scuole vi si recano a studiare, in ore d'attesa, o durante le ore di studio alternative; spesso vi si possono trovare classi intere, per qualche ricerca o esercizio. 

Ma capita di continuo, durante la lezione, che gli studenti scendano a prendere un libro per un controllo, una citazione, una notizia, o perché qualcuno ha dimenticato a casa il suo testo. Queste sale diventano così un centro propulsore e un incremento all'animazione del lavoro scolastico.

E' una biblioteca ricca sia nel campo delle discipline umanistiche che in quelle artistiche e scientifico-tecnologiche; risulta, così, attrezzata per lo studio scolastico medio superiore ma utile anche per approfondimenti di livello universitario : ci sono 

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i classici italiani e europei, antichi e moderni, in varie edizioni, 

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un buon repertorio di saggi, 

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una sicura base di testi di consultazione, 

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enciclopedie 

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dizionari. 

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In certi casi, manuali e antologie compaiono in molte copie, in modo che, senza farli comprare agli studenti, siano disponibili per il lavoro delle classi.

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Non manca un certo numero di testi acquistato dietro suggerimento degli studenti (che lasciano i foglietti dei desideri in una scatola di cartone). 

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Un settore di riviste e una videoteca completano il tutto.

 

Poter usufruire di uno strumento di lavoro di questo tipo è, in Italia, un privilegio condiviso da poche scuole che lo hanno perseguito con passione, ponendo il libro al centro della didattica. Ordinariamente, le numerose biblioteche scolastiche, con dotazioni librarie spesso ragguardevoli, sono sistemate in stanze oscure e stipate, la cui chiave giace nella tasca di qualche professore disponibile solo nelle ore di buco, con cui bisogna accordarsi prima, spesso necessariamente frettoloso: sono luoghi soffocanti e senza vita da cui si desidera uscire al più presto.

 Avere una biblioteca come la nostra , e servirsene con le classi, 

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contribuisce a riorientare la didattica; infatti pone in primo piano il libro come oggetto materiale, direttamente accessibile, da tenere fra le mani, da imparare a consultare e leggere; 

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invita a una lettura il più possibile integrale dei testi, guidata dall'insegnante, e anche ricondotta alla sua essenzialità , liberata da sovrastrutture 'logotecnocratiche'.

Centrale è , nella nostra scuola, la fiducia nel valore della lettura, nella capacità di leggere, di saper capire il pensiero dell'altro e di confrontarlo col proprio: ma questo rispetto del messaggio richiede preferibilmente l'approccio al testo nella sua interezza, abbandonando decisamente al biennio le antologie; e al triennio servendosene come testo di consultazione che integri la lettura dei classici e serva da supporto per i percorsi tematici che gli insegnanti, in stretto rapporto con la classe, sceglieranno come fili conduttori del programma , costruendolo a poco a poco. 

La biblioteca diventa in questo modo anche il luogo simbolico della didattica attiva attuata dalla scuola, come nucleo portante del rinnovamento didattico.

 

Tutto ciò, non solo non contrasta, ma s'intreccia profondamente con l'uso di laboratori informatici che offrono molti strumenti di sviluppo della competenza linguistica e letteraria. Anzi il laboratorio non annulla , ma esalta il significato e l'importanza della biblioteca di scuola.