La Storia

Il liceo "F. Buonarroti" nasce nel 1974, quando l'unico Liceo Scientifico pisano, "U. Dini", raggiunge dimensioni eccessive e non più sostenibili. Non è però questa circostanza soltanto a determinare la nascita del nuovo liceo. Concorrono ad essa la volontà di molti docenti, già operanti nel Dini, di dar vita ad un istituto che abbia una sua precisa fisionomia nel panorama scolastico cittadino, e quella dell'ente locale, nella fattispecie l'amministrazione provinciale, di fornire alla città un complesso scolastico all'avanguardia per numero e qualità degli spazi attrezzati (biblioteca, laboratori scientifici e linguistici, aule speciali, auditorium, palestre, piscina).


È per questo che gli anni che vanno dal 1974 al 1977 vedono il collegio dei docenti del nuovo Liceo Scientifico, che comprende cinque sezioni, impegnato nell’elaborazione di un progetto di maxisperimentazione, mentre si attende la conclusione dei lavori di costruzione della sede di via Betti che è poi quella attuale e che il Liceo condivide con l’Istituto Tecnico “E.Santoni”.

Sono gli anni in cui si parla di riforma globale della scuola superiore e la riflessione del collegio si inserisce all’interno del dibattito sulla riforma e punta alla costruzione di una maxisperimentazione che possa anche dare un contributo a quel dibattito. L’idea che prevale è quella di un progetto che sia ad un tempo sperimentazione di una diversa didattica e di una diversa struttura, correlate fra loro.  I fondamenti ne sono:

1.     un’ampia formazione di base, e quindi un’area comune ampia.

2.     la possibilità per lo studente di approfondire alcune discipline, anche in previsione delle scelte successive, attraverso un’area opzionale non rigidamente indirizzata.

3.     una didattica non più centrata sulla lezione frontale e sul privilegio della dinamica “trasmissione-assimilazione-restituzione del contenuto disciplinare”, ma che faccia della classe un attivo e consapevole gruppo di “ricerca” e di “scoperta” delle varie discipline e delle loro peculiarità.

È su queste basi che nel 1977, in concomitanza con il trasferimento nella nuova sede, il Liceo affianca a sezioni di ordinamento sezioni di maxisperimentazione autonoma di indirizzo scientifico con una struttura coerente con i fondamenti già detti, che trovano nei primi anni ampia adesione in un'utenza interessata e partecipe.

Peraltro il confronto fra sezioni sperimentali e sezioni di ordinamento rimane uno dei punti fermi dell’azione del collegio e questa ultime avviano a loro volta l’adesione al Piano Nazionale di Informatica e una minisperimentazione di Scienze.

Tale assetto rimane fino al 1992-93, quando le mutate esigenze di buona parte dell’utenza e di non pochi degli stessi docenti e le insistenze del Ministero inducono il collegio ad adottare una struttura ad indirizzi, quello scientifico e quello linguistico, pur ribadendo l’ampiezza dell’area comune e la centralità della formazione di base.

Nel 1994-95 ai due indirizzi autonomi viene affiancato un indirizzo Scientifico-Tecnologico Brocca e nei due anni successivi viene definitivamente chiusa, per volontà ministeriale, l’esperienza degli indirizzi autonomi, sostituiti dai corrispondenti indirizzi Brocca.

 

Nel 1997-98 nel nostro Liceo come in altre 18 scuole della direzione classica comincia la sperimentazione degli indirizzi dell’autonomia. Sono così attivati i 3 Indirizzi: Linguistico, Scientifico e Scientifico-Tecnologico,

·       con le caratteristiche innovative che corrispondono alla linea della ricerca didattica che ha sempre caratterizzato l'istituto,

·       con novità di struttura e organizzazione:

-        L'orario, secondo le linee suggerite dalla ricerca sull'apprendimento, è abbassato rispetto a quello dei progetti Brocca

-        Il biennio è pensato come orientativo e distinto in tre fasce:

§  L'area delle discipline uguali per tutti, pur in indirizzi diversi (area di equivalenza)

§  L'area delle discipline che caratterizzano l'indirizzo (area di indirizzo)

§  Un'area di libera progettazione dell'istituto (area dell'integrazione)

 

-        nel triennio i percorsi formativi risultano connotati da una precisa identità culturale: dopo il biennio orientativo, il triennio, pur continuando su una formazione generale, insiste sulle scelte ormai mature degli alunni, sottolineando i profili degli indirizzi

-        un monte orario annuo per le discipline, che la scuola può organizzare con orari efficaci secondo i reali bisogni dell'apprendimento rispetto agli obiettivi e ai tempi, applicando la flessibilità

-        l'organizzazione di compresenze di docenti per molti insegnamenti

-        una programmazione articolata per blocchi di attività didattiche distribuite nel corso dell'anno e verificate autonomamente, a cui si accompagna una ricerca di definizione di competenze disciplinari

-        l'inserimento tra le discipline dell'area di equivalenza del biennio dell'insegnamento di Diritto e Economia e di Linguaggi non verbali e multimediali

 

Nel 2010 è entrata in vigore la cosiddetta riforma delle Scuole Secondarie di secondo grado (“Regolamenti di riordino dei Licei, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali, emanati dal Presidente della Repubblica in data 15.3.2010”).

Per quanto riguarda i Licei, la “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico prevede l’abolizione di ogni sperimentazione e individua sei tipologie di liceo, con la possibilità di introdurre variazioni nei quadri orari, senza oneri aggiuntivi, entro e non oltre il 20% del monte ore complessivo.

Non è questa la sede in cui dare conto delle forti perplessità e del dibattito che tutto questo ha suscitato non solo nel mondo della scuola.

E’ una nuova realtà con cui anche il nostro Istituto si è dovuto confrontare, introducendo i necessari cambiamenti a partire dalle classi prime dell’anno scolastico 2010-11, mantenendo altresì fino al termine del ciclo il precedente ordinamento per le altri classi

 

Gli elementi di continuità con il profilo della nostra scuola sono strutturali, nel senso che sono stati confermati quelli che nel regime di sperimentazione erano gli “indirizzi” – linguistico, scientifico e tecnologico – e che adesso sono tre licei diversi, regolamentati come tutti gli altri licei omologhi italiani: liceo linguistico, liceo scientifico e liceo scientifico con opzione scienze applicate.

In questo leggiamo una conferma della positività del percorso che il nostro Liceo ha compiuto negli anni passati, a partire dall’idea di offrire agli studenti della città una scelta articolata di formazione liceale  all’interno dello stesso Istituto .

Gli elementi di cambiamento sono vistosi e riguardano, sul piano disciplinare, l’abolizione degli insegnamenti di Diritto e Economia e di Linguaggi non verbali e multimediali e di Laboratorio di Chimica-Fisica nel bienni. Sul piano organizzativo, la impossibilità di organizzare attività di copresenza, se non sotto forma di progetti, finanziati dalla scuola e eccedenti l’orario scolastico definito.

Ovviamente cade la possibilità di progettare i curricula del biennio nelle aree di equivalenza, indirizzo e integrazione di cui si è detto sopra.

 In questo quadro, per gli anni scolastici 2010-11 e 2011-12, il Collegio dei docenti ha deliberato di implementare l’orario del biennio scientifico con un’ora di scienze, quello dell’opzione scienze applicate con un’ora di fisica e quello linguistico con un pacchetto di 20 ore aggiuntive per la terza lingua e un ulteriore pacchetto di 20 ore di potenziamento di una delle lingue previste.

 La scelta, molto onerosa per la scuola, è stata dettata dalla considerazione dell’importanza che gli alunni abbiano la possibilità di frequentare i laboratori scientifici, che il numero esiguo di ore previsto dall’ordinamento renderebbe di fatto velleitario.