Orientamento

L'Orientamento è un nodo fondamentale della formazione in tutto l'itinerario scolastico: è finalizzato a fornire agli studenti gli strumenti necessari per operare scelte consapevoli e autonome per il loro futuro.  

Riteniamo che all'interno della scuola esso debba articolarsi in percorsi orientativi, in cui ci sia anche spazio per l'informazione, ma soprattutto si realizzi in una pratica didattica consolidata di ogni disciplina attraverso:

 

Ø  una programmazione adeguata ed esplicita che :

q   presenti obiettivi chiari agli studenti,

q   renda esplicite

§  le fasi del percorso,

§  le metodologie impiegate

§  le modalità della valutazione

q   susciti aspettative di apprendimento

q renda chiaro che orientamento significa "auto-orientamento"

 

Ø  la ricerca di metodologie e strategie didattiche che abbiano presenti i diversi stili di apprendimento propri degli alunni.

 

Ø  percorsi di orientamento che "aprano finestre" su realtà diverse da quelle conosciute dagli alunni.

 

Gli obiettivi dell’orientamento sono:

nel biennio

·         verificare e rafforzare la motivazione dello studente promuovendo azioni utili a consolidare la scelta effettuata

·         fare emergere elementi utili per un eventuale riorientamento.

 

nel triennio

·         consolidare una prassi di autovalutazione e di riflessione sulle scelte di uscita

·         costruire una rete di informazioni

·         favorire la capacità di lettura delle informazioni

·         favorire la capacità di "orientarsi" tra gli interessi personali, il mercato del lavoro e le spinte esterne

·         favorire, attraverso stages e progetti interdisciplinari, lo svilupparsi di una "cultura" del lavoro.

Il punto di partenza del processo di orientamento nella nostra scuola è la Fase dell’Accoglienza.

 

L’Accoglienza non è un momento separato ma una prassi didattico-educativa permanente che trova aspetti più evidenti all'inizio dell'anno scolastico.

E' un progetto che riguarda soprattutto le classi prime e che viene incontro in più modi al disorientamento iniziale che lo studente può accusare nel passaggio dalla scuola secondaria di I grado a quella di II grado. In questa fase vengono messe in atto le strategie proprie di un momento di ingresso in una nuova scuola: rilevazioni delle motivazioni, delle aspettative, delle situazioni di ingresso……

 

Se necessario si mette tempestivamente a fuoco un percorso di  riorientamento , sia attraverso rilevazioni specifiche sulle aspettative, sia attraverso esercizi particolari di valenza orientativa delle discipline messi a punto dal Consiglio di classe . Questa fase può concretizzarsi con un consolidamento della scelta fatta  o con un  nuovo orientamento dell'alunno e la richiesta di attivare i meccanismi previsti per un eventuale cambiamento.

 

Orientare, come abbiamo detto, significa in primo luogo per lo studente prendere coscienza di sé, delle capacità che riesce ad esprimere e ad elaborare, del proprio gusto nello studio, delle preferenze che si sviluppano.

L’idea che lo studente sia protagonista del progetto didattico, per non rimanere una formula vuota, deve richiamare due necessità: quella di ripensare la scuola a partire dai saperi disciplinari, come è stata e vogliamo che continui ad essere tradizione di questo Liceo; e quella di continuare a dialogare con gli studenti su che cosa apprendono, come e a quale scopo, con la consapevolezza che lo studio è una parte della realtà e ha un legame molto concreto con quelle con cui essi hanno e avranno a che fare.

 

Alcune indicazioni di metodo seguite negli scorsi anni e ancora valide per il futuro, nella definizione dei percorsi disciplinari del biennio sono:

 

·       l’analisi della disciplina: perché si insegna, come si insegna, “come funziona” (principi, statuti, procedure, metodi)

·       la costruzione di curricola che tengano conto, per quanto possibile, dei ritmi di apprendimento degli studenti e che mirando alla maturazione delle competenze necessarie, siano caratterizzati da grande consapevolezza didattica, favorendo sempre la riflessione metacognitiva degli studenti.

Riteniamo anche che la struttura modulare, che ha caratterizzato il modo di lavorare negli anni della sperimentazione possa essere mantenuta come strategia di massima, poiché rappresenta uno stimolo ulteriore per lo studente affinché partecipi consapevolmente al processo. La compattezza e la contenutezza del modulo mette facilmente in condizione lo studente di controllare quanto sta facendo in un certo periodo, di apprezzare i risultati della valutazione e la funzione del recupero, molto più che se questo avvenisse su frazioni più ampie e meno definite del curricolo. Con lo scopo di una più consapevole partecipazione al dialogo didattico e di una più efficace conoscenza di se stesso e delle proprie modalità di apprendimento.

 

La scuola ha elaborato anche un protocollo di accoglienza degli alunni stranieri, per consentire una integrazione produttiva e un coinvolgimento reale in attività di studio significative.

L'Orientamento è un nodo fondamentale della formazione in tutto l'itinerario scolastico: è finalizzato a fornire agli studenti gli strumenti necessari per operare scelte consapevoli e autonome per il loro futuro.  

Riteniamo che all'interno della scuola esso debba articolarsi in percorsi orientativi, in cui ci sia anche spazio per l'informazione, ma soprattutto si realizzi in una pratica didattica consolidata di ogni disciplina attraverso:

 

Ø  una programmazione adeguata ed esplicita che :

q   presenti obiettivi chiari agli studenti,

q   renda esplicite

§  le fasi del percorso,

§  le metodologie impiegate

§  le modalità della valutazione

q   susciti aspettative di apprendimento

q renda chiaro che orientamento significa "auto-orientamento"

 

Ø  la ricerca di metodologie e strategie didattiche che abbiano presenti i diversi stili di apprendimento propri degli alunni.

 

Ø  percorsi di orientamento che "aprano finestre" su realtà diverse da quelle conosciute dagli alunni.

 

Gli obiettivi dell’orientamento sono:

nel biennio

·         verificare e rafforzare la motivazione dello studente promuovendo azioni utili a consolidare la scelta effettuata

·         fare emergere elementi utili per un eventuale riorientamento.

 

nel triennio

·         consolidare una prassi di autovalutazione e di riflessione sulle scelte di uscita

·         costruire una rete di informazioni

·         favorire la capacità di lettura delle informazioni

·         favorire la capacità di "orientarsi" tra gli interessi personali, il mercato del lavoro e le spinte esterne

·         favorire, attraverso stages e progetti interdisciplinari, lo svilupparsi di una "cultura" del lavoro.

Il punto di partenza del processo di orientamento nella nostra scuola è la Fase dell’Accoglienza.

 

L’Accoglienza non è un momento separato ma una prassi didattico-educativa permanente che trova aspetti più evidenti all'inizio dell'anno scolastico.

E' un progetto che riguarda soprattutto le classi prime e che viene incontro in più modi al disorientamento iniziale che lo studente può accusare nel passaggio dalla scuola secondaria di I grado a quella di II grado. In questa fase vengono messe in atto le strategie proprie di un momento di ingresso in una nuova scuola: rilevazioni delle motivazioni, delle aspettative, delle situazioni di ingresso……

 

Se necessario si mette tempestivamente a fuoco un percorso di  riorientamento , sia attraverso rilevazioni specifiche sulle aspettative, sia attraverso esercizi particolari di valenza orientativa delle discipline messi a punto dal Consiglio di classe . Questa fase può concretizzarsi con un consolidamento della scelta fatta  o con un  nuovo orientamento dell'alunno e la richiesta di attivare i meccanismi previsti per un eventuale cambiamento.

 

Orientare, come abbiamo detto, significa in primo luogo per lo studente prendere coscienza di sé, delle capacità che riesce ad esprimere e ad elaborare, del proprio gusto nello studio, delle preferenze che si sviluppano.

L’idea che lo studente sia protagonista del progetto didattico, per non rimanere una formula vuota, deve richiamare due necessità: quella di ripensare la scuola a partire dai saperi disciplinari, come è stata e vogliamo che continui ad essere tradizione di questo Liceo; e quella di continuare a dialogare con gli studenti su che cosa apprendono, come e a quale scopo, con la consapevolezza che lo studio è una parte della realtà e ha un legame molto concreto con quelle con cui essi hanno e avranno a che fare.

 

Alcune indicazioni di metodo seguite negli scorsi anni e ancora valide per il futuro, nella definizione dei percorsi disciplinari del biennio sono:

 

·       l’analisi della disciplina: perché si insegna, come si insegna, “come funziona” (principi, statuti, procedure, metodi)

·       la costruzione di curricola che tengano conto, per quanto possibile, dei ritmi di apprendimento degli studenti e che mirando alla maturazione delle competenze necessarie, siano caratterizzati da grande consapevolezza didattica, favorendo sempre la riflessione metacognitiva degli studenti.

Riteniamo anche che la struttura modulare, che ha caratterizzato il modo di lavorare negli anni della sperimentazione possa essere mantenuta come strategia di massima, poiché rappresenta uno stimolo ulteriore per lo studente affinché partecipi consapevolmente al processo. La compattezza e la contenutezza del modulo mette facilmente in condizione lo studente di controllare quanto sta facendo in un certo periodo, di apprezzare i risultati della valutazione e la funzione del recupero, molto più che se questo avvenisse su frazioni più ampie e meno definite del curricolo. Con lo scopo di una più consapevole partecipazione al dialogo didattico e di una più efficace conoscenza di se stesso e delle proprie modalità di apprendimento.

 

La scuola ha elaborato anche un protocollo di accoglienza degli alunni stranieri, per consentire una integrazione produttiva e un coinvolgimento reale in attività di studio significative.